Annunci

Sarri: dalla Banca Toscana alla Champions

A 55 anni il debutto su una panchina di una squadra di Serie A, dopo aver conquistato la promozione nella massima serie con l’Empoli. Stiamo parlando di Maurizio Sarri, oggi cinquattottenne, allenatore che, prima di essere chiamato da Aurelio De Laurentiis, ha allenato squadre dilettanti.

Nato a Napoli da una famiglia operaia, si trsferisce subito a Faella, in provincia di Arezzo. La vita di Maurizio era divisa in due parti: di giorno lavorava presso la Banca Toscana, come impiegato, e la sera si allenava tra i dilettanti. Fu questa l’esperienza da calciatore di Sarri che nel 1999 lasciò definitivamente il lavoro in banca per dedicarsi alla carriera da allenatore a tempo pieno, dopo aver allenato già per 10 anni Stia, Faellese, Cavriglia, Antella, Valdema e Tegoleto. Debutta tra i professionisti nel Sangiovannese e in Serie B con il Pescara.

Ma fu con l’Empoli che riuscì ad ottenere la promozione in Serie A e a debuttare l’anno seguente attirando su di sè l’interesse di alcuni top club italiani, tra cui il Milan. Ma preferì ovviamente allenare la squadra della sua città natale. Con i partenopei stupì tutti con il bel gioco e debuttò in Champions League.

Con il Napoli non ha alzato trofei ma si è fatto apprezzare da tutti, lui che a 50 anni passati si ritrova in tuta da ginnastica ad allenare la squadra della sua città, anche se ormai è un toscano.

Record di gol segnati in una singola stagione, record di vittorie in una singola stagione, record di gol in Italia, record di tiri, maggior percentuale di possesso palla e di passaggi riusciti…tanta roba per questo allenatore che ora punta a vincere quello scudetto che manca da troppi anni, dai tempi di Maradona in Italia, e che è sfuggito di poco due stagioni fa, con Higuain che batte il record di Nordahl di 35 gol in un singolo campionato, segnandone 36. Proprio Higuain, che con Sarri è cresciuto molto ma che, dopo la perdita dell’argentino, la squadra ha giocato meglio, dando più spettacolo e segnando di più. Nella scorsa stagione la sua squadra ha mandato in doppia cifra ben quattro giocatori (Mertens, Insigne, Callejon e Hamsik), prima in Europa alla pari dei Campioni d’Europa del Real Madrid, contro i quali il suo Napoli ha fatto una bella figura.

Pensiero

Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Però c’è chi mi chiama ancora “l’ex impiegato”, come fosse una colpa aver fatto altro“.

Del lavoro in banca dice: “L’esperienza in banca è un valore aggiunto: ho appreso il valore dell’organizzazione e della capacità decisionale

Il mio calcio è applicazione e divertimento. Se ti diverti accusi meno” “Il bambino che è dentro ogni calciatore non va mai spento, perchè è solo quello che mantiene il carattere ludico in tutto il resto

L’amore per il calcio l’ho sempre avuto. E l’amore per questo ruolo nel calcio è sbocciato dopo Sacchi. Sacchi è stato un innovatore: all’epoca, vedere una squadra ordinata e armonica in quel movimento tutti insieme, ti faceva stropicciare gli occhi“. La differenza tra i dilettanti e i professionisti “non cambia solo nella tecnica, cambia soprattutto la cilindrata di chi va in campo

E infine sullo Scudetto tanto sognato dal suo Napoli: “Parlare di scudetto è una bestemmia, ma io sono toscano e in Toscana si bestemmia…“. Ma parlando seriamente ammette che: “Se vedismo i segnali di crescita che la squadra ha dato in questa stagione, è giusto essere ottimisti. Questo Napoli è cresciuto tanto“.

Dunque per i tifosi napoletani è giusto crederci nello scudetto e non parlare sempe di un “sogno”.

 

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: