Monchi svela il mercato della Roma.

PASTORE – “Cosa aggiunge? Penso la sua qualità ed esperienza, alza il livello della squadra. Trattativa complicata? Sì, ma con la volontà del calciatore è tutto più semplice. Lo volevano altre squadre, ma lui era convinto di venire qui”.

SINTONIA CON DI FRANCESCO – “E’ normale che il lavoro del ds sia sempre al fianco dell’allenatore, è la prima regola e sapete che tra me e Eusebio c’è un rapporto bellissimo”.

FLORENZI – “Stiamo provando a fare un rinnovo, ma non è facile perché è un giocatore fortissimo e, fino ad oggi, non abbiamo trovato un accordo. Ma l’idea, condivisa con l’allenatore, è che rimanga qui”.

NAINGGOLAN – “Abbiamo fatto una scelta, il lavoro del ds è questo. Capisco che qualcuno capisca e altri no, è arrivata un’offerta come ne sono arrivate tante: l’ho ascoltata, ho trattato e trovato un accordo. E’ una scelta che il ds deve prendere, lo faccio sempre mettendoci la faccia”.

    ALISSON – “Ad oggi non abbiamo nessuna offerta. Il mio pensiero non può essere altro che aspettare che finisca il Mondiale, per il bene del Brasile il più tardi possibile, si riposi e venga qui ad allenarsi con i compagni. Ribadisco: ad oggi nessuna offerta è arrivata, posso solo pensare alla continuità per Alisson. Se mi chiedeste di Schick risponderei lo stesso, penso ad oggi: devo lavorare con la realtà“.

    MERCATO – “Deluso da Nainggolan? Voglio rimanere con tutto il bello che abbiamo vissuto insieme e fargli un grande in bocca al lupo, di cuore. La Roma ha preso 8, forse 9 giocatori visto che siamo vicini a Bianda. Non credo che altre squadre abbiano fatto tutti questi acquisti. Abbiamo venduto Nainggolan, Skorupski e Tumminello: sono contento di quello che abbiamo fatto, il mio percorso da ds è provare ad avere la squadra più pronta possibile per poter far lavorare l’allenatore con tutti i giocatori. Non è ancora chiusa la pianificazione, ma una parte importante del lavoro è stata fatta. Siamo tranquilli, non dobbiamo guardare il Fair Play Finanziario: questo è importante, la Roma l’anno scorso era in difficoltà mentre oggi è tranquilla”.

    MANOLAS E PELLEGRINI – “Ho sentito 3-4 volte Kostas, in futuro farà il ds. E’ contento con la squadra, da lui ho sentito che vuole rimanere qui. Ho letto che il Chelsea può pagare la clausola, ma finora non ha un allenatore: non capisco, ma mi sembra una situazione tranquilla. Per Pellegrini, una settimana fa ho avuto un appuntamento con Pocetta, ma non abbiamo parlato di questa possibilità. Pellegrini e Manolas sono al 100% della Roma, è importante per il futuro”.

    BIANDA – “Non è chiusa, ma siamo molto vicini. E’ un ragazzo di prospettiva importante, è stato visto tante volte dai nostri scout. Mi piace prendere questi giocatori: arriverà e si allenerà con la prima squadra”.

      ALISSON – “Incedibile? Non esiste al mondo un giocatore incedibile. Se arrivano 500 milioni per Pastore, forse va via. Non c’è squadra che possa parlare di incedibili”.

      PEROTTI O EL SHAARAWY A DESTRA– “Abbiamo tanti giocatori che possono farlo. Una volta chiuso Bianda ci fermeremo, ci alleneremo e capiremo se manca qualcosa. Restano tanti giorni per andare negli USA e cominciare il campionato, dobbiamo lasciare tranquillità per capire dove possiamo rinforzarci. A volte fai una pianificazione e le cose cambiano, noi siamo pronti così ma non abbiamo chiuso”.

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      Ag. Guarin: ” Pronto a tagliarsi lo stipendio per tornare all’Inter”

        Vi ricordate di Fredy Guarin? Il centrocampista colombiano ha giocato quattro stagioni all’Inter, collezionando 114 presenze. Adesso, milita in Cina con la maglia dello Shanghai Shenua e il suo agente ha aperto le porte ad un ritorno in Italia.

        Fredy ha rinnovato il contratto per altri due anni. In questi due anni, si è mantenuto integro e forte, è molto motivato per una chiamata dall’Europa, soprattutto dall’Inter. Per i nerazzurri è pronto e sarebbe disposto anche a tagliarsi lo stipendio. Vedremo cosa farà l’Inter

        Queste le parole dell’agente Marcelo Ferreyra, che evidenziano di come il giocatore sia pronto a tornare in Italia. Ora la decisione sta all’Inter, che però difficilmente acquisterà un altro centrocampista, dopo il grande arrivo di Nainggolan.

         

         

         

         

        Parla Nainggolan: “E’ stata la Roma a volermi cedere”

          Una trattativa impensabile fino a qualche settimana fa, ma che ora sta giungendo al termine. Il passaggio di Radja Nainggolan all’Inter è ormai cosa fatta. La cifra totale sarà di 35 milioni, suddivisa in 22 milioni cash e i cartellini del Primavera Zaniolo e del terzino gradito ai giallorossi Davide Santon.

          Il Ninja non è affatto contento di lasciare la Capitale, come rivela in esclusiva alla Gazzetta dello Sport:

          Porto la Roma e i suoi tifosi nel cuore. La lascio dopo aver ottenuto tanto in questi anni meravigliosi. Non dimenticherò mai l’affetto dei romanisti, ringrazio ogni singolo tifoso.

          I motivi della sua cessione sono da ritrovare nel comportamento di Nainggolan stesso, che hanno spinto la società a decidere per il suo addio

          E’ stata la società a volermi cedere, loro hanno voluto darmi via e io ho rispettato questa decisione. Ma per la Roma ho dato l’anima…

          All’Inter ritroverà Luciano Spalletti, sotto la cui gestione è riuscito ad affermarsi come trequartista nel 4-2-3-1 spallettiano

          L’Inter mi ha voluto più di tutti. Ora ritrovo Spalletti, un grande allenatore. Ringrazio i nerazzurri, perchè mi hanno voluto tantissimo.

           

           

          Ventura si racconta: “Delegittimato dopo la Spagna. Dovevo dimettermi prima”

            Tutti gli italiani, guardando le altre Nazionali giocare, sente una strana sensazione, di tristezza e delusione per non poter essere lì anche noi. La maggior parte degli italiani ha individuato in Giampiero Ventura la causa di tutti i mali del calcio italiano e l’ex c.t. ha provato a raccontare tutta la verità in un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, in edicola questa mattina.

            Non ho trovato un senso, ma ho una spiegazione, avendo fatto calcio per 35 anni. Avevo ereditato la Nazionale più vecchia degli ultimi 50 anni e la stavo svecchiando facendo esordire 14 giovani. Questi giovani avrebbero fatto parte del Mondiale, dove credo che avremmo potuto fare bene. Fino alla gara con la Spagna avevamo fatto 7 vittorie e 2 pareggi, con tutto l’appoggio dei tifosi. Poi, è partita una demolizione senzaprecedenti, un delitto premeditato.

            Proprio la gara contro la Spagna, decisiva per il primo posto, nella quale gli Azzurri hanno perso 3-0 a Madrid.

              La Spagna è stata lo spartiacque. Dopo quella sconfitta, è iniziata una delegittimazione continua: sono diventato il colpevole di tutti i mali. Ventura ha preso il palo, Ventura ha sbagliato il gol, Ventura ha fatto uscire l’Italia dai Mondiali. Fino alla gara contro la Spagna ho fatto l’allenatore della Nazionale, dopo ho fatto il pungiball.

              Molti italiani, dopo il secondo posto nel girone rimediato, prima del playoff, chiedevano le dimissioni di Ventura, per affrontare la gara decisiva con un nuovo c..t.

              Anche io mi chiedo perchè sono rimasto. Per passione, per affetto, per presunzione, non lo so neanche io. In quel momento, sentivo l’Azzurro dentro di me, sentivo che ce l’avremmo fatta. E’ una mia grandissima colpa. Dovevo dimettermi quando mi ritrovai senza Lippi. Nel calcio, se vieni delegittimato, non conti più nulla, sei un bersaglio. Contro l’Israele, dopo la Spagna, i tifosi di Reggio Emilia fischiavano dopo 10 minuti; una cosa mai vista e lì dovevo capire che l’avventura era finita. Ho sbagliato per la terza volta a non dimetterm, andando incontro ad uno stillicidio quotidiano.

                E poi è arrivata la Svezia, doppia sfida decisiva per andare in Russia.

                Sembrava non si aspettasse altro che una caduta. Bastava arrivare uniti, qualificarci e poi salutarci, cosa che avevo preannunciato di fare. Io al Mondiale non sarei andato comunque e invece venne scritto che avevo abbandonato il ritiro e tante altre sciochhezze per minare l’ambiente.

                Poi si passa ai singoli, dal discorso dei senatori prima dell’Albania, passando per Insigne e De Rossi, fino ad arrivare a Balotelli, grande escluso

                Il discorso dei senatori è un altro episodio che testimonia la voglia di creare confusione. Buffon, Chiellini e Barzagli vennero da me a chiedermi se potevano parlare alla squadra senza di me. Pensavo che fosse utile un confronto tra loro. Ma è passato per un ammutinamento, dicendo che Ventura è stato sfiduciato e che comandano i senatori. Cosa più falsa non poteva esserci. In quel momento, era difficile battere anche una nazionale alla nostra portata. Il palo, la sfortuna, gli infortuni, le polemiche, neanche mezzo tiro in porta subito, ha tutto concoroso per l’eslcusione. Ma la colpa è stata solo di Ventura, capo espriatorio di un movimento in crisi di identità, un bersaglio ideale. Sono l’allenatore della Nazionale che non è andata ai Mondiali, ma l’errore più grave è stato quello di non voler abbandonare la nave, avrei dovuto farlo in almeno tre o quattro occasioni.

                Insigne, uno dei migliori italiani nel suo ruolo, ha giocato pochissimo contro la Svezia.

                  Con me Insigne aveva giocato sempre. Ho fatto delle valutazioni in base all’atteggiamento tattico della Svezia, che non lo metteva in grado di esprimere al meglio le sue caratteristiche. Ma tanto, se avesse giocato Insigne, si sarebbe parlato dell’eslcusione di El Shaarawy o di qualcun’altro.

                  Si è parlato tanto anche di De Rossi che non si vuole andare a scaldare

                  Però nessuno ha mai chiesto a De Rossi con chi stava parlando. Si rivolgeva al preparatore atletico, che mandava a scaldare qualche giocatore prima del cambio. Daniele non sarebbe entrato comunque, ma anche questo è servito per scaricarmi addosso di tutto.

                  Mario Balotelli, grande escluso del ciclo Ventura e subito in gol con Mancini

                  Balotelli avrebbe fatto parte dell’Italia che avevo in testa per i Mondiali. Ero andato a Nizza per incontrarlo, aveva iniziato bene la stagione ma andava reinserito al momento giusto. Sarebbe stato convocato per le amichevoli di marzo.

                    Infine, l’ex c.t. ha un messaggio per tutti noi italiani davanti alla TV, che non possiamo tifare per i nostri

                    Dentro mi porto un rammarico gigantesco, mi dispiace da morire. Io non ho pianto dopo la Svezia, ma quello che ho provato lo continuo a sentire ogni giorno. Ora non sono depresso, sono incazzato nero. Sono carico e non vedo l’ora di avere una squadra per fare calcio, quello che ho sempre fatto, senza politica intorno. Mi sono stufato di fare il pungiball di tutta Italia. Ho 35 anni di calcio a parlare per me, sono passato da “maestro di calcio” a “Ventura mangia i bambini”. Nel calcio si vede di tutto, ma così è troppo.

                     

                    Pallotta: L’intervista pre Liverpool

                    Ecco l’intervista che il presidente della roma J.Pallotta ha fatto ai microfoni di SKY alla viglia della semifinale di Champions League contro il Liverpool:

                    LA SQUADRA – “La mia impressione è che la squadra sia in grado di fare un salto di qualità quando serve, come in Champions. Conosciamo le qualità di Salah e degli altri giocatori, hanno un attacco forte come il Barcellona o il Chelsea. Noi siamo una buona squadra e lo abbiamo dimostrato contro il Barcellona, anche all’andata, nonostante siano stati commessi diversi errori, il risultato non lo ha rispecchiato”.

                    SALAH – “Salah non penso sia l’uomo più pericoloso, lo sono tutti. Ricordiamoci che se non avesse qualcuno che lo supporta non segnerebbe tutti questi gol, sta avendo una stagione incredibile, tutta la sua squadra è pericolosa”.

                    CITY? MEGLIO LA ROMA – “Tutti pensano che il Liverpool sia più forte della Roma per le vittorie contro il Manchester City. Il City ha vinto la Premier, è una squadra fortissima. Ho scritto a Guardiola per congratularmi con lui ma non penso siano più forti di noi. Quando stiamo bene abbiamo uno stile diverso dal loro, ma possiamo andare bene più di altre squadre. In Premier le squadre sono più aperte, quelle italiane sono più tattiche e difensive. Non mi preoccupa per alcuna squadra, ce la giochiamo”.

                    LA FINALE DELL’84 – “Quella partita è stata giocata tanti anni fa, ma i romani la ricordano ancora. C’è chi pensa sia una rivincita, io non la vivo in quella maniera”.

                    RITORNO A ROMA – “Mi piace il fatto che il ritorno si giocherà a Roma: se pensiamo alla partita contro il Chelsea, abbiamo pareggiato in trasferta e vinto in casa. I tre gol che il Chelsea ha realizzato sono stati causati da nostri errori. Abbiamo dovuto giocare molto bene al ritorno, lo abbiamo fatto e abbiamo vinto 3-0. Contro il Barcellona, invece, ci sono stati due autogol e poi finalmente abbiamo segnato. Dzeko ha segnato per noi e loro hanno chiuso per 4-1. Invece, al ritorno, abbiamo vinto 3-0 come contro il Chelsea. Non mi dispiacerebbe se succedesse di nuovo una cosa del genere, un 3-0, ma credo che sia difficile non far segnare il Liverpool. Tutto può succedere. Se giochiamo come sappiamo, come contro Chelsea e Barcellona, possiamo battere chiunque”.

                    DISTACCO – “Il fatto che la squadra si alleni a Trigoria è positivo perché è distante dalle pressioni cittadine. Se si leggono i giornali o ascoltano le radio, si potrebbe sentire un po’ di pressione”.

                    KLOPP – “Lui è un grande allenatore. L’anno scorso non aveva ottenuto grandi risultati ma a tutti gli allenatori serve tempo per mettere la propria impronta. Quest’anno sta raccogliendo i frutti del lavoro dell’anno scorso, pensate a Salah: lo ha messo nella giusta posizione, rispetto a come giocava da noi. A Roma non l’abbiamo utilizzato nella stessa maniera perché avevamo Dzeko in mezzo. Non è facile togliere il posto a uno come Dzeko che ha fatto una stagione straordinaria con 36 gol. Klopp ha fatto un gran lavoro con Salah. Ha dimostrato di essere un grande allenatore”.

                    ROMA – “Roma e l’Italia mi hanno dato tanto. Parlando della mia famiglia e dei miei legami con l’Italia, mi dispiace che mio padre non possa vedere tutto questo e che non sia qui con noi: è morto 7 anni fa ed era legato all’Italia. Ogni tanto tornava nel suo paese. Lo ha fatto per più di 30 anni. Mia madre ama l’Italia e le mie sorelle ci tornano spesso”.

                    FESTEGGIAMENTI – “Per festeggiare di certo non mi tufferò nella fontana. Pagare per restaurare la fontana è stata una cosa giusta ma ci sono tanti modi per celebrare. Penso di aver già dato con le antichità, troverò un altro modo per festeggiare”.

                    SERIE A – “Da inizio dicembre non abbiamo giocato ai nostri livelli in campionato: contro il Napoli abbiamo dominato ma poi guardi le altre partite ed è frustrante. In campionato non siamo ancora lì, magari per colpa di un po’ di infortuni è servito tempo per capire il migliore sistema di gioco possibile del nuovo tecnico”.

                    MONCHI – “Monchi è arrivato in una situazione difficile, i frutti del suo lavoro si vedranno più avanti. Sono felice di quello che stiamo facendo ma c’è ancora molto da fare. Si deve vedere l’impronta di Monchi. La pensiamo allo stesso modo: ci arrabbiamo per le stesse cose. Abbiamo cambiato il nostro sistema di scouting, la nostra academy. Una delle grandi sorprese sarà quanti giovani talenti emergeranno nei prossimi anni. Ci aspettiamo che ce ne saranno tre o quattro all’anno, già fra un anno. L’importante è avere un buon gruppo di giocatori che sa giocare bene come squadra”.

                    ALISSON – “Non ho alcun interesse a venderlo. So che in diversi, anche il Liverpool hanno detto di volerlo. Abbiamo un buon contratto con lui. Sono sicuro che qualche squadra si presenterà con un sacco di soldi per averlo: in quel momento, la decisione spetterà all’allenatore e Monchi, ma non vogliamo venderlo. È una colonna portante di quello che vogliamo costruire, vogliamo ragazzi come lui”.

                    CESSIONI – “Se pensiamo alla cessione di Pjanic o Salah, non avevamo scelta. Non c’è stata una decisione del tipo: vogliamo vendere Pjanic. Non è stato così. Se avessi passato più tempo con lui, se mi avessero detto che voleva rimanere, avrei provato a convincerlo, poi magari lo avremmo venduto lo stesso. Salah è voluto andare per mettersi alla prova in Premier League. Abbiamo venduto molto nelle passate stagioni e non è quello che voglio fare ora. Abbiamo alcune questioni con il financial fairplay, dobbiamo tenerne conto, una volta risolto cambieranno tante dinamiche“.

                    UNDER – “Credo che alcuni ragazzi come Cengiz, con l’appoggio di Totti, sbocceranno. Per lui ci vuole del tempo, è giovane. Fa delle cose straordinarie ma deve migliorare in fase difensiva. Lui è uno di quelli che pensiamo possa rimanere tanto tempo con noi“.

                    SCHICK – “Schick ha dovuto combattere con tanti infortuni e penso sia stato molto frustrante per lui. Come ha giocato contro il Barcellona ha però permesso a Dzeko di dimostrare il suo talento”.

                    STADIO – “Ogni mese di ritardo ci costa un milione di dollari. Quelli erano soldi che avremmo potuto investire in altro, sui giocatori e altre cose. Sono 65-70 milioni di euro che avremmo potuto spendere in altro modo. Una parte è stata spesa per i progetti e per il resto, stanno prendendo le loro decisioni ma devono finire presto”.

                    LIVERPOOL-ROMA – “Se andrò alla partita? Intanto vado a Londra, poi vediamo. Devo valutare in base alla mia superstizione se andrò o meno. Andrò sicuramente alla partita a Roma”.

                    Patrick Cutrone: dalla primavera al gol in Serie A

                     

                    Dalle giovanili alla prima squadra: Patrick Cutrone sta diventando il nuovo baby fenomeno del Milan. Classe ’98 ha segnato al suo esordio da titolare in Serie A con dedica alla famiglia. Ma chi è Patrick?

                    A tu per tu. Una notte che non dimenticherà facilmente: Patrick Cutrone ha segnato per la prima volta in Serie A. Primo gol e primo rosso procurato: Ceccherini lo stende in area e fa sì che la sua squadra si porti in vantaggio: mica male come esordio! Il suo corso rossonero era iniziato con il gol al Lugano e proseguito con la doppietta al Bayern Monaco per poi sfondare anche contro il CSU Craiova e poi arrivare a segnare a Crotone.
                    Patrick ha fatto benissimo, è ufficialmente tolto dal mercato ora deve solo crescere qui con noi al Milan.” L’uomo della serata invece ha voluto dedicare questo gol alla sua famiglia e a coloro che hanno sempre creduto in lui.
                    La sua storia però ha inizio nella Parediense dove venne scoperto da Luigi Rampoldi, osservatore del Milan. Durante la partitella del provino segno 4 gol, al suo primo torneo “Scirea” fece una doppietta al Barcellona e infine un anno dopo segnò la sua prima tripletta in nazionale Under 15. Ora è arrivato al gol in Serie A con la società che l’ha cresciuto fin da piccolo, chissà se il suo destino è quello di rimanere al club milanese o di cambiare aria, solo il destino potrà dirlo.

                    “Venite a tifarci” Spalletti fomenta i tifosi

                    Ad un giorno dall’esordio ufficiale in Serie A alla guida dell’Inter, Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Inter Channel rispondendo a qualche domanda sulla imminente stagione.

                    Intervista al tecnico.
                    La squadra non è niente senza senso di appartenenza, come si costruisce fin da subito?
                    Non bisogna cercare di imporre soluzioni dall’alto, il gruppo risulterebbe refrattario ad esse. Bisogna invece parlare con i giocatori e trovare una soluzione insieme. Bisogna sudare, impegnarsi e lavorare costantemente insieme con i giocatori e con lo staff, solo così si crea quel senso di appartenenza che tanto voglio instaurare all’Inter.”
                    L’aspetto più bello dell’Inter?
                    Sicuramente il bene dei tifosi verso questa squadra. Sappiamo che questi anni sono stati difficili per il club ma i tifosi ci sono sempre stati. È vero si arrabbiano quando l’Inter perde ma sanno che devono starle vicino in qualsiasi momento: questo è amore vero!”
                    E quindi lei cosa si aspetta dai tifosi e cosa devono aspettarsi loro dalla squadra?
                    Sicuramente i tifosi devono sapere che qualsiasi obbiettivo richiede preparazione, tempo e fatica ma ci vuole anche supporto da parte loro. Venite a tifarci! L’obbiettivo della squadra invece è ormai noto a tutti: lotteremo per il quarto posto. Chissà però se non riusciremo a toglierci qualche soddisfazione andando anche più su…”

                    Ecco dove potrete vedere la Serie A e i maggiori campionati Europei in streaming

                    Sky? Premium? No grazie, a salvare gli appassionati di calcio che non sono abbonati a queste sue emittenti televisive ci pensano 2 siti internet molto conosciuti.
                    Tutte le partite della Serie A dei più importanti campionati europei saranno disponibili in streaming su CifreeTv e LiveTv, grazie a questi due portali potrete vedere tutti i match più importanti d’Europa, dal Derby di Manchester al Clasico spagnolo, passando per il derby d’Italia, Juve-Inter, a al derby di Milano e quello di Madrid senza dimenticare Lazio-Roma. Saranno visibili anche le partite di squadre minori come il Benevento, Spal, o addirittura Southampton, saranno ovviamente disponibili anche le gare della UEFA Champions League e di Europa League.

                    Insomma, qualsiasi partita voi vogliate guardare la troverete in streaming sui 2 siti elencati in precedenza.
                    Giacomo Polli

                    DNA Da Bomber sbarca su Telegram!

                    Dopo la creazione di due pagine Instagram, una pagina Facebook e, di un meraviglioso sito internet, DNA Da Bomber sbarca, sotto forma di canale, anche su Telegram.

                    I seguaci che decideranno di prendere parte al canale della piattaforma messaggistica avranno con sé, 24 su 24, tutti gli aggiornamenti di mercato in tempo reale, dalle trattative più conosciute alle più nascoste, dalle più importanti alle meno rilevanti, riceveranno inoltre notizie in esclusiva, interviste ai personaggi più famosi del mondo del calcio e risultati live delle partite.

                    Come se non bastasse, a partire dal 19 agosto, i nostri esperti vi forniranno le formazioni riguardanti i match della Serie A, commentanti anche il pre e il post partita, riceverete anche consigli per i pronostici e per il fantacalcio.

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                    Giacomo Polli

                    “Non smetteró mai, cara squadra del cuore, di amarti”, lettera di un tifoso

                    Mi ricordo ancora la prima volta che ti ho conosciuta, eri così bella, così tanto bella che non ho saputo resistere. Ricordo che mi hai subito colpito, e che fin dal primo giorno mi sono subito innamorato di te, non è stato poi così difficile, mi hai fatto sorridere, gioire e a volte mi hai fatto pure emozionare, con te, cara squadra del cuore, ho passato tanti momenti, dai migliori ai peggiori, dalle delusioni alle vittorie, dai pianti ai sorrisi. Ti sono sempre stato vicino anche quando tutti, pure coloro che dicevano di amarti, mi parlavano male di te, insultandoti. Anche se purtroppo non lo sai, io ti sono sempre rimasto a fianco, ti ho sempre difesa e sostenuto anche quando magari avevo motivi per non farlo, ma non sarebbe stato giusto nei tuoi confronti. Non sarebbe stato giusto perché mi hai regalato tanto, forse troppo, troppe emozioni, e poi soprattutto, come ci ha insegnato una bandiera del calcio italiano, un cavaliere non lascia mai la sua signora, nemmeno nei momenti più difficili, nemmeno quando sembra impossibile. Spesso ti è capitato di farmi arrabbiare ma lo sai che comunque, anche se andrà male un campionato non ti abbandonerò mai.
                    Sarò sempre pronto a soffrire con te e per te.

                    Ieri, oggi e domani, cara squadra del cuore, ti sosterrò e canterò per te ed insieme te, sempre. All’inizio, durante e alla fine di ogni partita, di ogni stagione. 

                    Sempre al tuo fianco. 

                    Contro tutto e tutti.

                    Perchè io non smetterò mai, cara squadra del cuore, di amarti.