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Ventura si racconta: “Delegittimato dopo la Spagna. Dovevo dimettermi prima”

    Tutti gli italiani, guardando le altre Nazionali giocare, sente una strana sensazione, di tristezza e delusione per non poter essere lì anche noi. La maggior parte degli italiani ha individuato in Giampiero Ventura la causa di tutti i mali del calcio italiano e l’ex c.t. ha provato a raccontare tutta la verità in un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, in edicola questa mattina.

    Non ho trovato un senso, ma ho una spiegazione, avendo fatto calcio per 35 anni. Avevo ereditato la Nazionale più vecchia degli ultimi 50 anni e la stavo svecchiando facendo esordire 14 giovani. Questi giovani avrebbero fatto parte del Mondiale, dove credo che avremmo potuto fare bene. Fino alla gara con la Spagna avevamo fatto 7 vittorie e 2 pareggi, con tutto l’appoggio dei tifosi. Poi, è partita una demolizione senzaprecedenti, un delitto premeditato.

    Proprio la gara contro la Spagna, decisiva per il primo posto, nella quale gli Azzurri hanno perso 3-0 a Madrid.

      La Spagna è stata lo spartiacque. Dopo quella sconfitta, è iniziata una delegittimazione continua: sono diventato il colpevole di tutti i mali. Ventura ha preso il palo, Ventura ha sbagliato il gol, Ventura ha fatto uscire l’Italia dai Mondiali. Fino alla gara contro la Spagna ho fatto l’allenatore della Nazionale, dopo ho fatto il pungiball.

      Molti italiani, dopo il secondo posto nel girone rimediato, prima del playoff, chiedevano le dimissioni di Ventura, per affrontare la gara decisiva con un nuovo c..t.

      Anche io mi chiedo perchè sono rimasto. Per passione, per affetto, per presunzione, non lo so neanche io. In quel momento, sentivo l’Azzurro dentro di me, sentivo che ce l’avremmo fatta. E’ una mia grandissima colpa. Dovevo dimettermi quando mi ritrovai senza Lippi. Nel calcio, se vieni delegittimato, non conti più nulla, sei un bersaglio. Contro l’Israele, dopo la Spagna, i tifosi di Reggio Emilia fischiavano dopo 10 minuti; una cosa mai vista e lì dovevo capire che l’avventura era finita. Ho sbagliato per la terza volta a non dimetterm, andando incontro ad uno stillicidio quotidiano.

        E poi è arrivata la Svezia, doppia sfida decisiva per andare in Russia.

        Sembrava non si aspettasse altro che una caduta. Bastava arrivare uniti, qualificarci e poi salutarci, cosa che avevo preannunciato di fare. Io al Mondiale non sarei andato comunque e invece venne scritto che avevo abbandonato il ritiro e tante altre sciochhezze per minare l’ambiente.

        Poi si passa ai singoli, dal discorso dei senatori prima dell’Albania, passando per Insigne e De Rossi, fino ad arrivare a Balotelli, grande escluso

        Il discorso dei senatori è un altro episodio che testimonia la voglia di creare confusione. Buffon, Chiellini e Barzagli vennero da me a chiedermi se potevano parlare alla squadra senza di me. Pensavo che fosse utile un confronto tra loro. Ma è passato per un ammutinamento, dicendo che Ventura è stato sfiduciato e che comandano i senatori. Cosa più falsa non poteva esserci. In quel momento, era difficile battere anche una nazionale alla nostra portata. Il palo, la sfortuna, gli infortuni, le polemiche, neanche mezzo tiro in porta subito, ha tutto concoroso per l’eslcusione. Ma la colpa è stata solo di Ventura, capo espriatorio di un movimento in crisi di identità, un bersaglio ideale. Sono l’allenatore della Nazionale che non è andata ai Mondiali, ma l’errore più grave è stato quello di non voler abbandonare la nave, avrei dovuto farlo in almeno tre o quattro occasioni.

        Insigne, uno dei migliori italiani nel suo ruolo, ha giocato pochissimo contro la Svezia.

          Con me Insigne aveva giocato sempre. Ho fatto delle valutazioni in base all’atteggiamento tattico della Svezia, che non lo metteva in grado di esprimere al meglio le sue caratteristiche. Ma tanto, se avesse giocato Insigne, si sarebbe parlato dell’eslcusione di El Shaarawy o di qualcun’altro.

          Si è parlato tanto anche di De Rossi che non si vuole andare a scaldare

          Però nessuno ha mai chiesto a De Rossi con chi stava parlando. Si rivolgeva al preparatore atletico, che mandava a scaldare qualche giocatore prima del cambio. Daniele non sarebbe entrato comunque, ma anche questo è servito per scaricarmi addosso di tutto.

          Mario Balotelli, grande escluso del ciclo Ventura e subito in gol con Mancini

          Balotelli avrebbe fatto parte dell’Italia che avevo in testa per i Mondiali. Ero andato a Nizza per incontrarlo, aveva iniziato bene la stagione ma andava reinserito al momento giusto. Sarebbe stato convocato per le amichevoli di marzo.

            Infine, l’ex c.t. ha un messaggio per tutti noi italiani davanti alla TV, che non possiamo tifare per i nostri

            Dentro mi porto un rammarico gigantesco, mi dispiace da morire. Io non ho pianto dopo la Svezia, ma quello che ho provato lo continuo a sentire ogni giorno. Ora non sono depresso, sono incazzato nero. Sono carico e non vedo l’ora di avere una squadra per fare calcio, quello che ho sempre fatto, senza politica intorno. Mi sono stufato di fare il pungiball di tutta Italia. Ho 35 anni di calcio a parlare per me, sono passato da “maestro di calcio” a “Ventura mangia i bambini”. Nel calcio si vede di tutto, ma così è troppo.

             

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